domenica 20 gennaio 2013

Fiaba "fiordisorriso" di M.Bolognese




                                                F  I  O  R  D  I  S  O  R  R  I  S  O



                                                ... per camminare leggere e leggeri
                                                sui sentieri del cuore...



                                                                                                        di   Mario   Bolognese



                                                Nacque una volta, con la luna nuova, una bambina, ricciolonero di capelli e verde di occhi. E da quando aprì gli occhi al mondo aveva un sorriso incantevole per tutti, belli e brutti, giovani e vecchi, stupende uccelline e gatti spelacchiati: lo stesso dolce, intenso sorriso rivolgeva a una giovane pelle come ad una ragnatela di rughe.
Una bellissima fata di quello sperduto villaggio di montagna si fece brutta, ma proprio brutta e vecchia e rugosa e gobba e sdentata. E venne a visitare la neonata, per metterla alla prova, per vedere se era vero che era nata la bambina Fiordisorriso...
Ne uscì, come ne era entrata, sborbottando e zoppicando, ma era meravigliata e felice per l'aurora di sorriso che aveva ricevuto in dono quell'orrendo suo volto. E così le fate, che conoscevano i segreti dei fatti umani e le stelle visibili e invisibili della nostra vita, decisero di ricompensare quella sorridente cucciola umana...
Sui loro libri segreti – che avevano le pagine di papavero e betulla-  avevano scoperto che un sorriso è come una strada di luce e così donarono alla bambina la magia del viaggio, il potere di tracciare il cammino.
I giochi della bambina, tutto quello che faceva, toccava, annusava, diventava come un sentiero, una strada. Tante strade, diverse l'una dall'altra, qualche volta nascoste, ma in chi si era perso ritornava la voglia di proseguire il cammino.
Quelle strade erano un gioco e qualche volta bisognava scoprirle per aria, con un volo di uccelli, o chiudere gli occhi perchè il sentiero era un profumo di muschio.
E a tutti Fiordisorriso donava questa magia, alle bambine e ai bambini perchè erano molto vicini al suo sorriso e anche a quei grandi che non si vergognavano di giocare la vita. E nessuno era solo, perchè i mille sentieri portavano tutti in un Posto, vicino ad una sorgente di acqua e di fuoco.
Era questa una magia di amore, di luce, d'incontro e le fate l'avevano donata a Fiordisorriso per volere della Madre che è nei cieli.
E c'era un segreto, un antico segreto che diceva  che Fiordisorriso e la sua strada non erano due cose diverse.
Non c'era infatti più magia per chi non sapeva camminare se stessa o se stesso...
Fiordisorriso sapeva che quando si è in un campo di grano  le spighe sono molte ma l'incanto è unico.
Ma una sera di strano tramonto, con le nuvole che avevano angoli opachi, arrivarono grandi guerrieri, tre sapienti pieni di campanellini, alcuni sacerdoti aureobrillanti e tutti erano armati di metalliche parole:
“ Ignoranti voi siete e come bambini vivete. La strada e chi cammina sono due cose diverse. Separare è somma dottrina, fare covone è solo triste confusione”.
Da quel momento furono inventate mappe e paracarri, confini e rigide corsìe per i cuori vagabondi. Scomparvero  i mille e mille misteriosi sentieri del gioco, benedetti dalla Madre, e ci furono solo, dure e lucenti, le strade del fuori.
E per le bambine e bambini e per tutti quei grandi che non avevano venduto il sorriso, ci furono solitudine, miseria e violenza perchè è solo la luce del cuore, dentro di noi, che illumina quello che vedono i nostri occhi.
Fiordisorriso ora è vecchia, molto vecchia, come una luna velata, ma traccia ancora, con occhi e cuore di bimba, tanti piccoli viottoli incantati dietro le alte mura di quel piccolo giardino dove credono di averla imprigionata.





Padova, 4 gennaio 2010                                                 Mario Bolognese

Progetto per bambini "C'era una volta madama terra"

    Fiabe, arte e natura…
    a cura della prof.ssa Claudia Bousquet
                       
 “C’era una volta ... madama Terra” è un progetto attraverso cui si vuole facilitare  in maniera ludica e creativa l’armoniosa convivenza con il mondo naturale che ci circonda, diffondendo non solo l’educazione al rispetto dell’ambiente ma anche di se stessi e del gruppo .                         Tale argomento verrà affrontato attraverso laboratori di scrittura, illustrata dagli stessi alunni, e di narrazione animata riguardante gli elementi naturali e grazie ad esperienze di riciclaggio creativo di materiali naturali e di scarto.
Giacché il principale obiettivo è quello di far avvicinare le vite dei partecipanti alla natura e di consolidarne il legame, di per sè insito in ogni essere umano, si prevede la creazione di una piccola aiuola con piante medicinali ed aromatiche. In tal modo gli alunni imparerebbero non solo a riconoscere e a prendersi cura di alcune piante collaborando, ma anche vivrebbero in maniera positiva il lavoro di gruppo, il succedersi delle stagioni e i cicli naturali di inizio e fine, propri della vita umana.
Questo processo di avvicinamento, favorito in modo graduale, gioioso e creativo, permetterà di registrare nella memoria del bambino-a, un’esperienza positiva riguardo un rispettoso coesistere sia con l’ambiente naturale che con quello umano che lo circonda, basato sulla costruttiva collaborazione tra piccoli e adulti, divenendo così un’importante bagaglio culturale che potrà influenzare scelte e costumi futuri. 



Pubblicato ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Progetto protetto dai diritti d'autore.

Poesia : "donna"




"Sorriso di donna
volo d’aquila,
terra che freme,
seme che germoglia
il tuo respiro è goccia di paradiso
le tue parole conchiglie di speranza
le tue mani partoriscono mondi
e regalano primavere
a chi , senza indugio,
siede semplicemente al tuo fianco."

CBousquet



Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.

Poesia : "notte"

"Fuori è notte
ed io aspetto il fuoco nel camino,
fuori è notte
ed io non sentirò più il vecchio gallo cantare
fuori è notte
ed io presto percorrerò la mia strada..."

di CBousquet








Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia e fotografia protetta dai diritti d'autore.

Poesia : "vento"




"Il vento suona le sue soavi note,
gli uccelli le cantano
agli alberi e alle foglie
che incuriosite volano lontano...
Le onde portano oltremare
i racconti del mondo,
la montagna li riceve
e generosa li dona
ai suoi adorati figli
senza nulla chiedere in cambio."
CB




Pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia protetta dai diritti d'autore.

Poesia: "inverno"


“L’albero d’inverno perde le sue foglie,
ma poi giungono i germogli
a far brillare i rami dell’antico colore della speranza.”

C.Bousquet





Pubblicate ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.Poesia e fotografie protette dai diritti d'autore.

Il rapporto tra madre, figlio e natura di R.Menchu


."Quando la donna arriva al settimo mese, è il momento che si deve porre in relazione con tutta la natura, come vuole la nostra cultura; uscirà per i campi, se ne andrà a camminare per i monti, e così il bambino comincia ad affezionarsi alla natura. La madre esce a camminare in comunione con gli animali e con tutta la  natura, ben consapevole che il bambino sta assorbendo tutto questo. E inizia un dialogo costante con il figlio, mentre è ancora nel suo ventre...E' come se stesse accompagnando un turista, a cui spiega ogni cosa; gli dice ad esempio:"di questa natura che ci circonda non dovrai abusare e dovrai vivere la tua vita allo stesso modo che vivo io".
Se ne va così per i campi e spiega  ogni particolare al figlio. E' un obbligo per lei, qualcosa che la madre deve fare."

E.Burgos:Mi chiamo Roberta Menchu.Giunti